Terapia Occupazionale

La terapia occupazionale è una disciplina riabilitativa che attraverso l’utilizzo delle attività promuove il benessere e la salute dell’individuo. L’approccio della terapia occupazionale nei confronti del paziente viene definito “olistico” ed è configurato essenzialmente su due prospettive: la centralità del paziente e il focus orientato sull’occupazione (insieme di attività ritenute significative per un individuo, svolte in un determinato ambiente). Solitamente l’approccio in terapia occupazionale ha inizio con una valutazione. Questa consiste in un’intervista sulla “storia occupazionale” della persona e consente al terapista di ricostruire ed indagare i ruoli e le abitudini del paziente che caratterizzano/avano la sua routine all’interno delle 3 sfere della vita quotidiana: cura del sè, lavoro e tempo libero. Il ruolo del terapista occupazionale è anche quello di osservare il paziente durante l’esecuzione di quelle che vengono definite “performance occupazionali”, ovvero: come un individuo svolge i vari step di un’attività significativa per se stesso, in un determinato ambiente. Una volta valutate ed osservate le performance, il terapista insieme al paziente, elabora una soluzione (recupero di una determinata funzione, adozione di una nuova strategia, modifica/adattamento di una attività/ambiente) volta al miglioramento delle perfomance, al fine di garantire la salute e il benessere della persona. Quindi sostanzialmente il compito del terapista occupazionale sarà quello di guidare il paziente nell’adozione di strategie o di adattare oggetti/ ambienti di uso quotidiano, al fine di garantire il ritorno al “fare” della persona.
Il terapista occupazionale svolge un ruolo centrale anche nel mondo della riabilitazione della mano, in quanto quest’ ultimo viene definito come “organo del fare”. In merito a questa branca specifica della riabilitazione il TO interviene attraverso: - il confezionamento di splint costruiti su misura per la mano del paziente, realizzati con materiali diversi (termoplastico, neoprene e pelle) a seconda delle esigenze/caratteristiche/patologia della persona; - consigli/ strategie/ adattamenti degli oggetti-ambiente orientati all’economia articolare o comunque al miglioramento dell’esecuzione della performance occupazionale; - utilizzo di attività significative/ non significative volte al miglioramento della performance occupazionale; Tali interventi possono essere attuati nei diversi ambiti che coinvolgono le patologie della mano: neurologici, reumatici, ortopedici, pediatrici, ecc.. A seconda del tipo di problema riscontrato sulla mano della persona, due possono essere gli interventi attuabili da parte del terapista: il trattamento conservativo o il trattamento post-operatorio. A seguire troverete una breve illustrazione di quelle che sono una parte delle patologie trattate con l’approccio precedentemente descritto.

Sindrome del Tunnel Carpale

La sindrome del tunnel carpale è una neuropatia che rientra nella famiglia delle patologie compressive della mano. Tale condizione, nella stragrande maggioranza dei casi, è causata da un’infiammazione della guaina sinoviale che avvolge i tendini flessori delle dita. Fisiologicamente, il tunnel carpale è costituito da una base ossea, le ossa del carpo, sopra alla quale decorrono 9 tendini flessori della dita. Ancora sopra ai tendini flessori è situato il nervo mediano. Queste strutture sono avvolte dal legamento anulare del carpo che le mantiene in sede. Nella condizione patologica, il legamento fa da cappio al nervo, in quanto quest’ultimo viene spinto e strozzato contro la superficie del legamento dai tendini sottostanti infiammati, causando quindi la sintomatologia: paraestesie (formicolio, notturno soprattutto nella fase acuta della patologia), ipoestesia ed ipostenia (fase cronica).
TRATTAMENTO CONSERVATIVO (1-3 mesi)

TUTORE:
realizzato con materiale termoplastico, costruito su misura e confezionato direttamente sulla mano del paziente.

ESERCIZI:
scorrimento del nervo e stretching della muscolatura interessata

TERAPIA OCCUPAZIONALE:
valutazione ed osservazione volte a: analisi e rieducazione del gesto scorretto, elaborazione di strategie alternative o adattamento degli oggetti/ambiente.

Dito a scatto o Tenosinovite stenosante dei tendini flessori

La patologia del dito a scatto viene anche definita come tenosinovaginalite stenosante dei tendini flessori delle dita. La manifestazione sintomatologica dello “scatto” è conseguente ad una infiammazione della guaina sinoviale dei tendini flessori a livello della puleggia di riflessione A1, alla base del dito. Lo scatto che caratterizza la patologia avviene poichè il tendine, il quale ha aumentato il suo volume a causa della infiammazione della guaina che lo avvolge, non riesce più a scorrere al di sotto della pullegia A1. Il forzare del movimento, causa lo scatto, che a sua volta enfatizza l’infiammazione. Esistono diversi stadi di classificazione del dito a scatto, sulla base di questi si orienta il tipo di trattamento da attuare.
TRATTAMENTO CONSERVATIVO (1-3 mesi)

TUTORE:
realizzato con materiale termoplastico, costruito su misura e confezionato direttamente sulla mano del paziente.

ESERCIZI:
esercizi di stretching, utilizzo del K- Tape.

TERAPIA OCCUPAZIONALE:
valutazione ed osservazione volte a: analisi e rieducazione del gesto scorretto, elaborazione di strategie alternative o adattamento degli oggetti/ambiente.

Sindrome di De Quervain

Il morbo di De Quervain è una patologia con base infiammatoria, può anche essere definita come tenosinovaginalite stenosante a livello del I° compartimento degli estensori. L’infiammazione della guaina sinoviale dei tendini estensori del primo compartimento (abduttore lungo del pollice ed estensore breve del pollice) fa sì che il volume del tendine aumenti e che si assista al dolore e alla tumefazione, localizzata a livello dello stiloide radiale.
TRATTAMENTO CONSERVATIVO (1-3 mesi)

TUTORE:
realizzato con materiale termoplastico, neoprene, costruito su misura e confezionato direttamente sulla mano del paziente.

ESERCIZI:
massaggio decontratturante, utilizzo del K- Tape.

TERAPIA OCCUPAZIONALE:
valutazione ed osservazione volte a: analisi e rieducazione del gesto scorretto, elaborazione di strategie alternative o adattamento degli oggetti/ambiente.

Compressione del nervo ulnare nella doccia epitrocleo- olecranica

Come per la sindrome del tunnel carpale anche il nervo ulnare passando all’interno di canali osteofibrosi fisiologici, a causa di diversi fattori eziologici, può essere compresso in alcuni di questi passaggi. La sede di compressione più frequente del nervo ulnare è a livello della doccia epitrocleo-olecranica, precisamente al di sotto di una fascia fibrosa che interconnette i due capi di origine del flessore ulnare del carpo. Tale compressione manifesta una sintomatologia peculiare con paraestesie, ipoestesie e ipostenia per tutto il territorio del nervo ulnare (dall’avambraccio alla regione volare e dorsale di 5° dito e metà ulnare del 4° dito della mano).
TRATTAMENTO CONSERVATIVO (1-3 mesi)

TUTORE:
realizzato con materiale termoplastico, costruito su misura e confezionato direttamente sulla mano del paziente.

ESERCIZI:
scorrimento del nervo.

TERAPIA OCCUPAZIONALE:
valutazione ed osservazione volte a: analisi e rieducazione del gesto scorretto, elaborazione di strategie alternative o adattamento degli oggetti/ambiente.

Epicondilite

L’epicondilite, anche chiamata “patologia del gomito del tennista”, è una patologia a base infiammatoria degenerativa delle entesi dei muscoli estensori del polso, dovuta ad azione meccanica. Tale condizione clinica si manifesta con dolore a livello del terzo prossimale dorsale dell’avambraccio.
TRATTAMENTO CONSERVATIVO (1-3 mesi)

TUTORE:
realizzato con materiale termoplastico, costruito su misura e confezionato direttamente sulla mano del paziente.

ESERCIZI:
ghiaccio, stretching, massaggio trasverso profondo e utilizzo del K- Tape.

TERAPIA OCCUPAZIONALE:
valutazione ed osservazione volte a: analisi e rieducazione del gesto scorretto, elaborazione di strategie alternative o adattamento degli oggetti/ambiente.

Epitrocleite

L’epitrocleite, anche chiamata “patologia del gomito del golfista”, è una patologia infiammatoria delle entesi dei tendini flessori- pronatori dell’avambraccio. Questa condizione clinica si manifesta con dolore a livello volare del terzo prossimale dell’avambraccio.
TRATTAMENTO CONSERVATIVO (1-3 mesi)

TUTORE:
realizzato con materiale termoplastico, costruito su misura e confezionato direttamente sulla mano del paziente.

ESERCIZI:
ghiaccio, stretching, massaggio trasverso profondo e utilizzo del K- Tape.

TERAPIA OCCUPAZIONALE:
valutazione ed osservazione volte a: analisi e rieducazione del gesto scorretto, elaborazione di strategie alternative o adattamento degli oggetti/ambiente.

Rizoartosi

La rizoartosi è una patologia appartenente alla famiglia delle artrosi (degenerazione di una articolazione), che colpisce l’articolazione trapezio- metacarpale alla base del pollice. La sintomatologia è data dalla presenza di dolore nella suddetta zona, che può essere evocato ed esacerbato alla palpazione. Attraverso un’indagine radiologica si possono delineare 4 stadi della patologia, di cui soltanto per i primi due si può optare per un trattamento conservativo
TRATTAMENTO CONSERVATIVO (1-3 mesi)

TUTORE:
rrealizzato con materiale termoplastico, in pelle o in neoprene, costruito su misura e confezionato direttamente sulla mano del paziente.

ESERCIZI:
stretching della muscolatura interessata, trattamento manuale delle contratture muscolari, ESM della muscolatura stabilizzatrice della articolazione TM, paraffino terapia.

TERAPIA OCCUPAZIONALE:
valutazione ed osservazione volte a: analisi e rieducazione del gesto scorretto, elaborazione di strategie alternative o adattamento degli oggetti/ambiente.

Altri tutori

Tutore tipo stack, per mallet finger

Splint per frattura composta dell’epifisi distale di radio.

Tutore per frattura testa di V metacarpo

Splint per frattura composta di scafoide

Tutore tipo buddy per distrazione legamento collaterale

Tutore statico-progressivo per esiti di rigidità in flessione di polso e dita

Tutore ad 8, per esiti di lussazione IFP

Tutore circolare per esiti di rigidità in flessione di IFP.

Fisiozone

Via San Serafino da Montegranaro 5
63100 Ascoli Piceno
P.I. 02269480444
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono: 0736.317420
Cellulare: 371.3298124

SEGUICI

Powered by

Open Consulting